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Alcol, sesso estremo e tradimenti: ecco
tutto il Becker a luci rosse
BERLINO — Mentre la moglie era in ospedale
per il timore di un parto prematuro, Boris Becker incontrò
in un bar di Londra una modella russa con cui ebbe una relazione:
da quel breve incontro nacque una bambina. Il tre volte vincitore
di Wimbledon lo racconta nella sua autobiografia. Alcuni estratti
sono stati pubblicati ieri dal quotidiano tedesco Bild. L'ex tennista
racconta che dopo aver disputato il suo ultimo match a Wimbledon,
nel giugno '99, andò in un bar londinese per bere qualche
birra assieme ad alcuni giornalisti prima di raggiungere la moglie
Barbara in un albergo della capitale: «Credo di aver sottovalutato
l'effetto di quelle poche birre - scrive Becker - altrimenti sarei
stato più coscienzioso quando Barbara fece una scenata al
mio ritorno in albergo. Improvvisamente iniziò ad avere le
contrazioni». La moglie, incinta di sette mesi, fu portata
in ospedale dalla compagna di un amico, e Becker le spiegò
che l'avrebbe raggiunta solo se la situazione si fosse fatta «veramente
seria»: «Non so cosa mi spinse ad uscire di nuovo»
confessa l'ex campione. L'incontro con la modella Angela Ermakova,
che Becker aveva visto già due settimane prima, avvenne al
bar del Nobu Hotel: «Mi aveva guardato per due secondi di
troppo. I 'cacciatori' esperti direbbero che voleva qualcosa. Ora,
era ancora lì. Parlammo per cinque minuti, cercammo il posto
più vicino e lo facemmo. Lei poi è tornata dai suoi
amici, io presi un'altra birra, pagai e tornai in albergo con un
taxi». Nel febbraio dell'anno seguente Becker ricevette un
fax con cui la modella gli comunicava «il risultato del nostro
incontro»: era incinta di otto mesi, notizia confermata anche
dal test del Dna. Becker riconobbe la bambina, Ann, e ora la vede
ogni due mesi. La moglie Barbara non fu messa al corrente dell'accaduto
fino al settembre del 2000, poco prima del divorzio, avvenuto nel
2001. Becker ha dichiarato di aver scritto l'autobiografia «per
i miei tre bambini, Noah di 9 anni, Elias e Ann di 4, perchè
sappiano la verità, nero su bianco»
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